Brand Identity e Briefing

L'importanze del briefing iniziale nella costruzione dell'identità di marca

Il punto di partenza per la realizzazione di un logo aziendale è sicuramente il briefing. Questo strumento ci consente di avere una visione più dettagliata dell’azienda che abbiamo di fronte così da permettere, in fase di progettazione, di mettere a fuoco quegli aspetti sui quali andremo a costruire la sua immagine aziendale. Questo documento, se scritto e recepito nel modo corretto, può portare vantaggi ad entrambe le parti: da un lato l’azienda può rispondere a domande chiare il suo obiettivo, dall’altro il designer può realizzare il servizio che gli consente di centrarlo.

Cos’è il briefing preliminare

Il briefing non è altro che un documento descrittivo, come un questionario, contenente molteplici informazioni su ciò che effettivamente è e fa l’azienda in questione. Al briefing può rispondere il titolare dell’attività, nelle piccole società, oppure l’account o il reparto comunicazione, nelle aziende più strutturate.
Gli argomenti si dividono in più sezioni: si parte dalle informazioni di base di contatto classiche (nome, cognome, indirizzo email e telefono), passando per le informazioni sull’attività, fino ai dettagli sul progetto ed infine al tipo di comunicazione da adottare.

Lo scopo del briefing preliminare

Lo scopo ultimo di un briefing è avere ben chiare e definite le informazioni che abbiamo raccolto sull’attività del cliente, per poter iniziare a lavorare sulla creazione dell’immagine e sulla comunicazione della sua azienda.
Più abbiamo chiara la visione dell’azienda che andremo a rappresentare e meglio riusciremo a rappresentarla. Il concetto può risultare banale ma, in fase di realizzazione, un briefing svolto a dovere può fare la differenza fra il successo ed il fallimento di un’intera strategia comunicativa.

Prime informazioni richieste nel briefing preliminare

Oltre alle classiche informazioni di contatto, descritte in precedenza, come secondo passo si richiedono generalmente informazioni sull’attività partendo da una semplice domanda: quale nome verrà usato nel logo?

É consigliabile far specificare nel dettaglio le lettere, maiuscole e minuscole, che devono essere rappresentate, per non rischiare di creare malintesi con il cliente e dover modificare successivamente la lavorazione

Un’altra importante informazione da richiedere è la tagline (se presente), ovvero una frase di massimo 6-8 parole che descriva lo scopo ultimo della azienda.

briefing aziendale esempio tagline nike

La famosa tagline di Nike: “Just do it”.

E ancora, è importante capire se se si tratti di un restyling oppure di un nuovo logo. Spesso, partire da un logo pre-esistente non è semplice come sembra ma, con un buon briefing, si può ovviare anche a questo tipo di difficoltà.

Passi successivi nel completamente del briefing preliminare

Completati i campi descritti in precedenza, si può passare agli obiettivi del cliente e agli obiettivi di comunicazione.

Il modello di business nel briefing preliminare

Si parte dal modello di business dell’attività ovvero il background che sta alla base del progetto aziendale. Quindi cosa, chi e come si vuole raggiungere:

– Valori e significato: di solito si da al cliente la possibilità di descrivere in 5 parole cosa vuole esprime la sua attività e da questi partire    per realizzare la sua immagine.

– Mercato di riferimento: Qual’è il mercato nel quale si vuole entrare e quale posizionamento assume l’azienda, in questo settore,  rispetto ai concorrenti.

– Target di riferimento: Qui si descrive nel dettaglio il pubblico di riferimento al quale ci si rivolge, nel mercato descritto in precedenza.

– Bisogni e desideri piuttosto che abitudini di consumo o di comportamento.

– Stile di comunicazione: il tone of voice (tono di voce) da adottare, per raggiungere quel target in quel mercato. Se si vuole raggiungere un pubblico tramite una comunicazione aggressiva, colloquiale o formale.

 Concorrenti: Elencare i principali concorrenti e le loro differenze rispetto al nostro cliente.

Tempi e budget per lo sviluppo dell’identità aziendale

Una volta che abbiamo ben chiare le informazioni precedenti passiamo alle informazioni del progetto che riguardano tempi e budget:
le tempistiche di realizzazione (è un progetto urgente piuttosto che un progetto con una scadenza più lunga), sono un campo utile per la valutazione finale del progetto, in quanto progetti a breve scadenza richiedono un impegno maggiore, perché dovremo rivedere il piano di lavorazione e ristabilire le priorità lavorative.

– il budget a disposizione è il secondo punto da tenere in considerazione per valutare la fattibilità del progetto. Viene da sé fare riferimento a questo campo per capire quali siano le reali intenzioni del cliente. Sarebbe opportuno, e più facile anche per il cliente, rispettare dei range di prezzo ai quali rispondere. Di solito si parte da una base “fino ai 500€” nella quale offrire un pacchetto standard per piccoli progetti o onlus e da li creare delle fasce maggiori in base alla complessità o alla diffusione del logo stesso, a seconda se si tratta di progetti a diffusione nazionale, continentale o internazionali.

Conclusioni

In conclusione, il briefing per la realizzazione di un logo aziendale, sancisce il successo o l’insuccesso di un progetto di comunicazione. È uno strumento che va utilizzato sempre con un template pronto da personalizzare in base alle esigenze.

Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio come ci si comporta e come si interpreta un briefing compilato da un cliente.

Daniele Nicolosi

Daniele Nicolosi

Digital Designer

Laureato in Marketing e Pubblicità, Master di specializzazione in Graphic Communication. Appassionato di motori, snowboard, birre artigianali e serie tv.

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