Progettare un Logo Aziendale

Analisi del Briefing Preliminare

PROGETTARE UN LOGO AZIENDALE: ANALISI DEL BRIEFING PRELIMINARE

Nel post precedente abbiamo parlato dell’importanza del briefing con il cliente in fase di progettazione di un logo aziendale. Il documento, se compilato bene in tutte le sue parti, funge da riferimento dal quale trarre spunti per iniziare la lavorazione. Da qui si parte per analizzare i concorrenti, studiare il target ed il mercato di riferimento e gli obiettivi del cliente. Andiamo a vedere nel dettaglio l’importanza di questi aspetti.

Valori e significato del logo aziendale

Questo campo indica cosa vuole esprimere l’azienda dal punto di vista grafico. Avevamo anticipato la possibilità di inserire 5 parole per descrivere ciò. É importante, quindi, analizzare le singole parole e da queste definire i principi base utili per la lavorazione. Ogni parola può essere rappresentata con diversi elementi grafici in base alle aspettative del pubblico. La stabilità e la sicurezza possono essere comunicate con forme quadrate. Il dinamismo è dato da forme circolari e così via.

Mercato di riferimento

É il mercato di riferimento a darci una chiara visione del settore in cui opera l’azienda del cliente. Ciò andrà ad incidere sui concorrenti da cercare e da analizzare.
Da qui, inoltre, partiamo per capire qual’è il posizionamento dell’azienda sul mercato: quali sono i punti di forza, rispetto ai concorrenti, che differenziano l’azienda del nostro cliente? Posizionarsi diversamente rispetto ad un competitor è un fattore determinante del successo di un’impresa. Puntare su di esso e comunicarlo nella maniera più opportuna aiuta a raggiungerlo.

Target di riferimento

A chi comunichiamo è uno dei punti fondamentali di un progetto di comunicazione visiva. Il nostro logo dovrà parlare a tutti, ma in modo specifico soltanto ad alcuni. Un target di giovani smart avrà sicuramente bisogni, aspettative o abitudini diverse da un target di soli uomini di 50+ anni attenti all’ecologia, per fare un esempio. Ogni pubblico ha un bagaglio di aspettative visive diverse in base agli stimoli esterni ai quali risponde.
Per fare un esempio, il mondo dell’ecologia e del bio nell’immaginario collettivo è rappresentato da colori tenui, che vanno dal verde, all’arancione fino al marrone, accompagnati quasi sempre da forme sinuose o circolari.
C’è un perché: i colori sono quelli della natura e le forme sono quelle dell’ambiente fuori città. Perciò se stiamo progettando un logo per una ditta che produce alimenti bio a km0, siamo sulla buona strada.

Stile di comunicazione aziendale

Il tone of voice è un elemento della strategia di comunicazione generale e dovrà essere sempre coerente con gli aspetti comunicativi di base.
Rimanendo nel tema dell’azienda Bio il tono di voce possibile da utilizzare, per esempio, può essere di tipo colloquiale, che rimarchi i concetti di credibilità, affidabilità e coerenza in fatto di ecosostenibilità dell’azienda.
C’è da dire che possiamo, e a volte dobbiamo, utilizzare diversi tone of voice per comunicare le stesse storie. D’altronde è anche grazie a questo che le aziende riescono a differenziarsi a livello comunicativo dai competitor.
Una volta che abbiamo ben chiare queste informazioni, e prima di iniziare la progettazione vera e propria, dobbiamo impegnare buona parte del tempo alla ricerca dei loghi della concorrenza.

Competitor Analysis: studio della concorrenza

Questo è uno degli aspetti da tenere in maggiore considerazione.
Principalmente, il fine di questa ricerca ha lo scopo di evitare di progettare un logo uguale o simile a quello di un concorrente. É, ovviamente, una cosa da evitare assolutamente, dati i rischi elevati che si corrono. Si va dalla confusione generata nell’utente finale fino alle ripercussioni legali che ne possono scaturire.
Oltre a questo aspetto, dobbiamo cercare di capire come si posizionano i concorrenti rispetto al mercato nel quale operano, a quale target di clienti puntano o in che modo comunicano con essi. Partiamo dall’assunto che ogni concorrente ha un proprio stile di comunicazione; quindi, quando analizziamo un logo dobbiamo capire cosa vogliono comunicare.
Un logo può evocare sicurezza, affidabilità, senso dell’unità; Può parlare in maniera formale o colloquiale; L’importante è essere sempre coerenti con la comunicazione dell’azienda. Non generare mai confusione nel pubblico, perché sarà un danno non da poco.

CONCLUSIONI SUL BRIEFING LOGO

In conclusione, l’analisi del briefing ci servirà per avere una chiara visione di cosa, di come e di chi si intende raggiungere così da poter avere ben delineate le linee guida che fungeranno da filo conduttore nella lavorazione di un logo aziendale.

Daniele Nicolosi

Daniele Nicolosi

Digital Designer

Laureato in Marketing e Pubblicità, Master di specializzazione in Graphic Communication. Appassionato di motori, snowboard, birre artigianali e serie tv.

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